Nelle campagne collinari del Giappone è in corso un evento botanico tanto raro quanto inquietante. Il bambù henon, una varietà che fiorisce solo una volta ogni circa 120 anni, ha completato il suo ciclo vitale… ma questa volta qualcosa è andato storto. Dopo la fioritura, le piante stanno morendo senza riuscire a generare una nuova generazione, lasciando dietro di sé boschetti destinati a scomparire.
Quella che per secoli è stata una presenza fondamentale del paesaggio giapponese rischia ora di trasformarsi in un ricordo, con conseguenze che vanno ben oltre l’aspetto naturale.
Un ciclo biologico unico, ma estremamente rischioso
Il Phyllostachys nigra var. henonis, noto anche come bambù henon o hachiku, segue un ritmo di vita straordinario. Per decenni cresce e si espande formando foreste fitte, utilizzate per la produzione di germogli commestibili, materiali da costruzione e manufatti artigianali. Poi, improvvisamente, tutti gli esemplari di una stessa area fioriscono nello stesso periodo.
Questa fioritura sincronizzata, che avviene su scala regionale o nazionale, segna però anche la fine della pianta. Dopo aver concentrato tutte le energie nella riproduzione, il bambù muore. Se i semi non riescono a germogliare, il ciclo si interrompe senza possibilità di recupero.
Dopo la fioritura del 2020, il vuoto
A partire dal 2020, nella zona di Fukutomi, nell’ovest del Giappone, un gruppo di ricercatori guidato da Toshihiro Yamada ha seguito passo dopo passo questo raro evento. Ogni stelo è stato monitorato con attenzione, registrando fioritura, disseccamento e produzione di semi.
I risultati sono stati allarmanti: oltre l’80% delle piante è morto dopo aver fiorito, ma i semi prodotti non sono risultati vitali. Nel giro di un solo anno, aree un tempo occupate da boschi di bambù si sono trasformate in distese di erbe spontanee, senza alcun segnale di rigenerazione naturale.
Perché il bambù non riesce a riprodursi?
Il problema non è la mancanza di fiori. Al contrario, il bambù henon fiorisce abbondantemente. Le difficoltà emergono in due fasi cruciali.
Da un lato c’è un limite genetico: molte piante sono in realtà cloni, collegate tra loro da un’unica rete di rizomi sotterranei. Questa uniformità genetica rende difficile la fecondazione efficace, perché le piante non sono compatibili tra loro.
Dall’altro lato interviene un fattore biologico esterno. Le larve di una piccola mosca del genere Dicraeus si sviluppano all’interno dei fiori e distruggono i semi prima che possano maturare. Il risultato è una fioritura imponente, ma completamente sterile.
Un pilastro ecologico e culturale a rischio
I boschetti di bambù henon coprono centinaia di migliaia di ettari in Giappone, spesso sui pendii collinari e ai margini dei villaggi. Le loro radici svolgono un ruolo fondamentale nel consolidare il terreno, riducendo il rischio di frane ed erosione.
La loro scomparsa non significa solo perdita di biodiversità. Vengono meno anche i germogli destinati all’alimentazione, i materiali per l’artigianato tradizionale e un elemento profondamente legato all’identità culturale delle comunità rurali.
C’è ancora una possibilità di salvezza?
Alcuni ricercatori ipotizzano che una lenta ripresa possa avvenire attraverso i rizomi sotterranei rimasti nel suolo, capaci in certi casi di produrre nuovi germogli anche dopo la fioritura. Tuttavia, questo processo è incerto e poco documentato.
Un’altra opzione è l’intervento umano: il reimpianto controllato di steli sani potrebbe aiutare il bosco a rigenerarsi. Ma anche questa soluzione presenta dei rischi, perché in alcune condizioni il bambù può diventare eccessivamente invasivo. Il periodo successivo alla fioritura rappresenta quindi una fase delicata, in cui ogni decisione può determinare il futuro della specie.
Un ciclo millenario che potrebbe interrompersi
Il bambù henon ha attraversato secoli di storia giapponese, superando guerre, carestie e cambiamenti climatici. Oggi, però, si trova ad affrontare un contesto completamente diverso, segnato dalla frammentazione degli habitat e dalla perdita di biodiversità.
Quello che accadrà nei prossimi anni sarà decisivo. La fioritura recente non è solo un evento naturale raro, ma un banco di prova per capire se questa specie riuscirà a rinnovarsi ancora una volta o se il suo ciclo, dopo oltre mille anni, è davvero giunto al termine.
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